I vantaggi del Pair Programming, anche da remoto!

Nell’ultimo anno e mezzo di lavoro in ideato ho avuto l’occasione di lavorare in pair programming per gran parte della mia settimana lavorativa. In cosa consiste questa modalità di lavoro? Partiamo dalla definizione che ne dà Wikipedia:

tecnica di sviluppo del software nella quale due programmatori lavorano insieme a una postazione di lavoro

 

Nella mia esperienza la postazione di lavoro è un concetto superato. Io e molti miei colleghi lavoriamo da remoto, sparsi in diverse città d’Italia o – talvolta – d’Europa o del mondo.
In un’ottica di remote first questo non rappresenta in alcun modo uno svantaggio in termini di produttività e qualità del lavoro. Per il pair programming può anzi risultare un vantaggio: tolto il carico emotivo del dover lavorare fisicamente fianco a fianco con un’altra persona, se ne possono apprezzare meglio i benefici.
Non nascondo che questi non mi sono stati immediatamente evidenti: ho dovuto superare una fase di rodaggio in cui è stato, se non proprio la frustrazione, quanto meno il disagio a farla da padrone.

(altro…)

Il precursore di tutte le best practice: Anxiety Driven Development

Le mie ansie hanno l'ansia

Dopo oltre due anni di lavoro in ideato, dove le best practice sono il pane quotidiano, sono riuscita a risalire fino alle origini, al precursore di TDD, BDD e DDD: sono tornata all’ADD.

Ovviamente non mi riferisco all’Attention Deficit Disorder come la sigla può lasciar intendere, bensì all’Anxiety Driven Development, una metodologia di lavoro che avete adottato tutti ma di cui non conoscevate il nome.

Perché definisco ADD una metodologia di lavoro e non un bad smell?

(altro…)