Il precursore di tutte le best practice: Anxiety Driven Development

Le mie ansie hanno l'ansia

Dopo oltre due anni di lavoro in ideato, dove le best practice sono il pane quotidiano, sono riuscita a risalire fino alle origini, al precursore di TDD, BDD e DDD: sono tornata all’ADD.

Ovviamente non mi riferisco all’Attention Deficit Disorder come la sigla può lasciar intendere, bensì all’Anxiety Driven Development, una metodologia di lavoro che avete adottato tutti ma di cui non conoscevate il nome.

Perché definisco ADD una metodologia di lavoro e non un bad smell?

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Chatbot 4 Enterprise fa tappa ad Osimo

Il prossimo 7 luglio al Cowo42 di Osimo si terrà la terza tappa dell’evento ChatBot4Enterprise.
Sarà una giornata dedicata ai chatbot e alle loro molteplici applicazioni nella nostra quotidianità domestica e lavorativa.

Ideato, organizzatrice della tappa di Osimo, presenterà anche Mister-T, il chatbot realizzato per aiutare i nostri developers a segnare le ore lavorate sul sistema di monitoraggio ore.

I posti sono limitati, ti consigliamo di non farti scappare l’occasione e acquistare il biglietto!

Kerning conference 2017, Divina proportione

kerning logo 2017

Dal 7 al 9 giugno a Faenza si è tenuta la quinta edizione di Kerning, una delle più importanti conferenze non-profit sul type design a livello internazionale e la prima in Italia.

Come nelle scorse edizioni, le prime due giornate sono state scandite da workshop, quest’anno cinque, con tematiche che spaziavano dalla tipografia per il web alla calligrafia manuale e con professionisti del calibro di Luca Barcellona e Bruno Maag come insegnanti.

Workshop

L’assortimento di attività era molto ampio (questi erano i workshop disponibili), io, assieme a Vittorio e Carla abbiamo partecipato al workshop di Responsive Web Typography.
Un giorno di attività passato con Richard Rutter che ci ha parlato di come scegliere un font e come coordinarlo con altri, best practice CSS per la gestione dei testi, e le possibilità che questo linguaggio offre dal punto di vista tipografico e architettonico.

Molto interessanti dal mio punto di vista diversi temi che sono emersi: le best practice riguardanti i paragrafi, quando e come utilizzare old-style numerals o proportional lining numerals, set stilistici alternativi e legature resi disponibili in OpenType, fino all’utilizzo delle media queries verticali per mantenere coerente lo stile visivo desiderato su diversi viewport.

Divina Proportione

Nella splendida location del Cinema Sarti di Faenza e del chiostro subito adiacente si è tenuta (ahimè) l’ultima giornata di Kerning 2017 che prevedeva una ricca sessione di conferenze tenute da professionisti di grande spicco nel settore del design tipografico e del graphic design.

I talk di quest’anno sono stati caratterizzati dalla forte dicotomia tra moderno e atavico. A rompere il ghiaccio è stato Antonio Cavedoni (type designer che tra gli altri ha lavorato per Apple), accompagnato, idealmente, da Luca Pacioli e il suo Divina Proportione (che ha dato il nome alla conferenza): un viaggio nel rinascimento della tipografia che ci ha mostrato tra le altre cose i primi manuali per il disegno dei caratteri e i primi studi matematici sulle forme dei glifi.

Reading experience…

Veniamo sbalzati avanti di secoli con Marianna Paszkowska e il suo talk: Redesigning reading experience. Alla sua prima esperienza a Kerning, Marianna ha portato sul palco una tematica attuale e interessante per le opportunità che potrà generare in futuro: l’esperienza di lettura e lo stato dell’arte di supporti e tecnologie.

Ha parlato di slow reading in contrapposizione al fast reading facendo un paragone tra fruizione testuale su supporti cartacei e fruizione digitale mostrando, ad esempio, che le nostre interazioni sui device occupano maggiori energie mentali della lettura in sè, dando quindi nuova importanza alla lettura su carta, capace di mantenere più alta la concentrazione.

In favore del digitale però, Marianna ha parlato delle nuove possibilità che la tecnologia ci offre, e come possono essere creati nuovi prodotti che migliorano l’esperienza di lettura, dando maggior focus all’utente, fornendo informazioni visive ed interattive che amplificano la fruizione: ha mostrato alcuni esempi di web-doc che integrano alla lettura visualizzazioni dati e immagini, inoltre ci ha mostrato display flessibili ed esperimenti realizzati a Monotype dove si è cercato di dare consistenza alla tipografia all’interno della realtà aumentata.

…and more

La conferenza è continuata, intervallata da coffee break e spuntini a base di cucina romagnola.

Dan Reynolds ci ha presentato le ricerche da lui effettuate su punchcutters e type designer nella Germania di fine XIX secolo riportandoci nuovamente indietro nel tempo  e continuando una serie di talk dall’alto contenuto culturale e storico.

Dopo di lui sul palco anche Dan Rhatigan, Lars Harmsen, Thomas Phinney e Jan Charvat che han portato talk altrettanto ben fatti e approfonditi: font variabili, progetti editoriali, tipografia ai tempi del phototypesetting e perfino font families in georgiano.

A chiudere la giornata ci ha pensato Jean François Porchez, type designer francese, che ha parlato dell’importanza dell’identità visiva e attraverso la sua esperienza sul campo, documentata da casi studio della sua fonderia (Nespresso, Galleria Lafayette e Le Monde tra gli altri).

Degna di nota tra i vari progetti, la descrizione del processo che ha portato la creazione di una famiglia di font per i trasporti di Parigi, in particolare sulla progettazione e prototipazione di insegne luminose per i mezzi pubblici e come il testing sugli utenti, abbia fatto emergere soluzioni scorrette, che sono state adattate e migliorate dai progettisti.

Cosa mi aspetta adesso?

Due giornate molto intense, ricche di contenuti, persone interessanti, buon cibo e buona tipografia; questo era il mio terzo anno di fila a Kerning e molto probabilmente il prossimo anno sarà il quarto!

Per ora non ci sono altre conferenze al mio orizzonte, posso dedicarmi al 100% nel mettere in pratica quanto visto in questi mesi… ma mai dire mai!

Yerp, UX design di un gestionale – parte 3

Ti sei perso gli articoli precedenti? Non preoccuparti, sei sempre in tempo per rileggerli: parte 1 e parte 2

Analisi quantitativa e modifiche

I nostri test di usabilità hanno prodotto risultati che ci hanno guidato verso soluzioni migliorative. Nel frattempo lo sviluppo frontend e backend, oltre all’implementazione delle modifiche alle funzionalità già presenti, ne ha introdotte di nuove. La comunicazione in questa fase non è rimasta ferma a guardare: il team di Yerp ha sviluppato landing page e campagne AdWords e Facebook per migliorare la fase di acquisition… ma non ci siamo voluti accontentare!

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Yerp, UX design di un gestionale – parte 2

Ti sei perso l’articolo precedente? Non preoccuparti puoi rimetterti in pari!
Se invece hai già letto questo articolo vai alla conclusione!

Usability test, la sessione.

“Quanta gente dobbiamo intervistare e quanto ci costa?”

É quello che ogni cliente si chiede prima di effettuare un test di usabilità. Naturalmente era anche la preoccupazione dei nostri interlocutori. Anche in questo caso abbiamo adottato un metodo che ha preso spunti dal mondo Lean e dalle teorie di Nielsen e Krug.

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