Kerning 2018 – L’infinito e la mancanza di limiti

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Che non ha principio né fine; che non ha limiti

 

Questa è la definizione di Treccani dell’aggettivo “infinito” e questo era il titolo dell’edizione 2018 di Kerning, il principale evento internazionale sulla tipografia in Italia.

Il futuro e la mancanza di limiti nelle possibilità che ci offrono oggi tecnologia e innovazione, sono state il leit motiv dei talk che più mi hanno colpito durante la conferenza dell’8 giugno.

Questa è la quarta edizione consecutiva alla quale partecipo, e, come ogni anno, l’organizzazione è stata impeccabile, a partire da buffet e party conclusivo 🍻, sempre ricco di persone interessanti e discussioni sulle quali riflettere.

 

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La mattinata al teatro Sarti di Faenza è partita con Amèlie Bonet, type designer a Monotype. Ci ha parlato della sua esperienza professionale nell’estendere caratteri come l’Avenir utilizzando estensioni e variazioni per integrare alfabeti, ad esempio quello cirillico o Devanagari, portando come spunto l’utilizzo dei variable fonts in questo contesto.

 

Caratteri storici, contaminazione e la calligrafia di oggi

In seguito sul palco sono saliti Riccardo Olocco, David Johnatan Ross e Maximiliano Sproviero. Il primo ha portato studi e precise analisi sui metodi per il riconoscimento di caratteri storici (realizzata utilizzando il romano di Nicolas Jenson).

David invece ci ha mostrato le potenzialità dei variable fonts e le sue creazioni sul tema. Infine Maximiliano ci ha portato la sua fresca esperienza di calligrafo e type designer, mostrando la personale contaminazione tra i due mondi riflessa nelle sue font.

Nel pomeriggio, Ewan Clayton ha parlato della calligrafia oggi.
In un mondo dove il numero di medium sui quali veicolare informazioni è sempre più ampio, la scrittura non è un artefatto bensì un veicolo per le informazioni. Essa sta all’interno di un ecosistema formato da tecnologie, forme e comunità: ha dunque per definizione un futuro, la difficoltà sta nel capire in che modo si adatterà ai nostri contesti.

 

Nuove tecnologie per superare i nostri limiti

Alessia Nicotra, in concerto con Bruno Maag, ha portato un talk che spiccava in quanto non incentrato sulla tipografia, ma sulla scienza che descrive il comportamento del nostro cervello.
Nel suo talk Alessia ha sfatato diversi miti, tra cui la famosa frase “usiamo solo un 10% del nostro cervello”. Anche “i creativi usano solo la parte destra del cervello” è stato sfatato. Infatti, durante la progettazione diverse parti dello stesso vengono coinvolte, non necessariamente solo la parte destra.

La ricercatrice ha poi descritto cosa succede durante la lettura di un testo tra le aree neurali, come interagiscono, dandoci un fotografia chiara dell’attività celebrale. Con il contributo di Maag, ci ha fornito un’interpretazione sulle possibilità che le nuove tecnologie come l’augmented reality possono fornirci per superare i limiti dell’attuale tipografia.

Il New York Times Magazine con il suo direttore artistico Matt Willey ci ha fatto invidiare la sua abilità nell’ideare progetti editoriali e raccontare storie in modo coinvolgente, con un utilizzo preciso ed espressivo della tipografia come contenuto estetico oltre che informativo.

 

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Compleanni importanti

A concludere la conferenza Ferdinand Ulrich, tipografo e storico, appassionato di tecniche di stampa con i caratteri mobili; gestisce, assieme ad altri designer e tipografi, p98a: un laboratorio sperimentale di stampa situato a Berlino.

Ferdinand, assieme a Erik Spiekermann, ha esplorato tipografie, magazzini e luoghi storici della la storia della stampa, raccogliendo materiali, caratteri, macchine e soprattutto collezionando le storie delle persone che hanno incontrato in questo percorso.
Lo speaker si sofferma su una storia particolare, quella di Gudrun Zapf-von Hesse, designer molto importante ma poco conosciuta del secolo scorso. Grazie a questo incontro, Ulrich, è venuto a conoscenza di un’intera famiglia di caratteri che lei realizzò in passato ma che non furono mai resi pubblici, per cui, per il suo centesimo compleanno, Monotype ha digitalizzato e commercializzato “Hesse Antiqua”, in suo onore.

 

Che fare in attesa di Kerning 2019

Il 10 ottobre a Bologna si terrà il workshop di Design Systems con Alla Kholmatova, user experience ed interaction designer, nonché autrice del libro Design Systems.

I biglietti in early bird stanno per terminare, in attesa della prossima edizione di Kerning, ci vediamo al workshop?