Remote workshop – Utilizzare Git e farlo bene

remote workshop git

Oggi abbiamo deciso di dedicare qualche ora a noi stessi, e per farlo abbiamo organizzato internamente un workshop su git così da allineare tutto il team sul suo utilizzo – e condividere anche qualche trucchetto 😉

Siamo da sempre promotori del remote working, quindi abbiamo svolto anche il workshop in questo modo: Simone, il docente, e i developers della zona hanno partecipato alla lezione dalla nostra sede di Cesena.
Il grosso dell’azienda però ha seguito tutto tramite zoom.us, lo strumento che utilizziamo per le call aziendali. I colleghi marchigiani si sono riuniti con gli amici di extrategy nella loro sede di Monsano, Carla invece ha scelto di partecipare dalla soleggiata Puglia – che invidia!

Se vuoi rinfrescarti la memoria su git il nostro repository è disponibile per te!
Se invece cerchi qualcosa di più, siamo disponibili ad organizzare il workshop presso la tua azienda – e non solo su git!

Contattaci per maggiori informazioni sui nostri corsi!

Remote working: istruzioni per l’uso

Ho un ufficio ma non ho una scrivania.

 

In realtà di scrivanie in ideato ce ne sono tante ma la filosofia aziendale non impone a nessuno di cambiare vita o programmi personali.
Piuttosto si preferisce favorire la crescita, migliorare le competenze di ognuno, allargare la propria rete di conoscenze e agevolare il remote working.

Non è detto che il miglior collaboratore sia disposto a cambiare vita per te.

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I vantaggi del Pair Programming, anche da remoto!

Nell’ultimo anno e mezzo di lavoro in ideato ho avuto l’occasione di lavorare in pair programming per gran parte della mia settimana lavorativa. In cosa consiste questa modalità di lavoro? Partiamo dalla definizione che ne dà Wikipedia:

tecnica di sviluppo del software nella quale due programmatori lavorano insieme a una postazione di lavoro

 

Nella mia esperienza la postazione di lavoro è un concetto superato. Io e molti miei colleghi lavoriamo da remoto, sparsi in diverse città d’Italia o – talvolta – d’Europa o del mondo.
In un’ottica di remote first questo non rappresenta in alcun modo uno svantaggio in termini di produttività e qualità del lavoro. Per il pair programming può anzi risultare un vantaggio: tolto il carico emotivo del dover lavorare fisicamente fianco a fianco con un’altra persona, se ne possono apprezzare meglio i benefici.
Non nascondo che questi non mi sono stati immediatamente evidenti: ho dovuto superare una fase di rodaggio in cui è stato, se non proprio la frustrazione, quanto meno il disagio a farla da padrone.

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